Recensioni

Qui trovi una raccolta di recensioni che mi sono state date su cataloghi, social, siti in cui si parla del mio lavoro

Roberto Ronca -Art Curator

27 Ottobre 2024

Art Curator CreActivity srl / President of AIAPI | IAA AIAP UNESCO Official Partner

Tiziana è una creativa, su questo non ci sono dubbi.
Ogni sua opera racconta una storia attraverso una tecnica pittorica unica e riconoscibile, senza abbandonare mai la sperimentazione e la ricerca di nuove espressioni e nuovi linguaggi estetici.
Negli ultimi tempi, Tiziana ha abbracciato le nuove tecnologie con la curiosità che la contraddistingue, esplorando il mondo dell’intelligenza artificiale applicata all’arte. È incredibile vedere come riesca a far dialogare la sua creatività con queste innovazioni, addestrando l’AI a creare opere che rispecchiano il suo stile. L’esercizio con la AI è complesso e articolato e richiede molto tempo, molta dedizione e molta volontà. Ed è forse proprio questa forte volontà che la porta ad esplorare territori nuovi e ad aprire porte inaspettate. Perché per Tiziana, l’importante è sempre l’idea artistica, che cerca senza sosta fino a quando arriva ad ottenere il risultato che desidera.
Per me Tiziana non è solo un’artista, ma anche una collega preziosa nel campo della comunicazione social, del Team AIAPI, nella quale ha mostrato dedizione e grande capacità tecnica, tecnologica e, spesso, di problem solving. Se c’è una cosa della quale sono certo, è che Tiziana Giammetta mette creatività in tutto ciò che fa.

Paolo Dalprato – fotografo professionista e divulgatore sul tema AI

17 Maggio 2023

Nel mare magnum di appassionati di AI e di immagini pubblicate Tiziana si distingue, sia per il suo metodo che per le immagini create e pubblicate. È riuscita nella complessa azione del padroneggiare Stable Diffusion per farlo essere quello che è, uno strumento per creativi. Se si guardano le sue AI-immagini si riconoscono, c’è il suo stile, la cosa non è banale, ma diventa ancora meno banale se consideriamo che la stessa cosa, arrivare ad un proprio stile, non è banale neppure con la fotografia. È decisamente una persona da seguire, fatelo.


L’intervista è disponibile qui: https://ai.paolodalprato.com/tiziana-giammetta-artista-e-nerd/

Antonio Crescenzo, Storico dell’Arte

22 Marzo 2020

LIMEN affinché i limina prevalgono sui limites Dall‘antichità ad oggi la classificazione del dentro e del fuori ha sempre risposto a due bisogni fondamentali di cui ogni società deve farsi carico se vuole sopravvivere, ovvero: coesione interna e continuità temporale del gruppo. Secondo Tuninetti all’aumento della solidarietà interna di una società (o di un gruppo) corrisponde una diminuzione di solidarietà esterna rispetto agli altri gruppi. Ogni classificazione quindi è sia elemento di solidarietà sia elemento di divisione. Le società differiscono non soltanto per il numero di ripartizioni interne ma anche per la facilità o meno delle comunicazioni e per la profondità e le rigidità delle divisioni. In questo luogo di margine, studiato approfonditamente da Van Gennep, che differenzia l’ordinario dal non ordinario, come una sorta di cuscinetto, la coscienza comune è sospesa, rendendo possibile la trasformazione e la crescita psicologica. In questo ‘essere-tra’ costituito dal limen è quindi possibile il cambiamento e la riflessione su disposizioni individuali e collettive, nell’ottica di una maggiore consapevolezza e minore unilateralità degli atteggiamenti, pensare all’Altro come altro da se stessi riflesso in cui perdersi e ritrovarsi. È lo specchio iniziatico dionisiaco in cui il nostro riflesso si profila come una figura estranea, ci guarda. Questa maschera ci segnala che non siamo là dove crediamo di essere, ma che occorre cercare altrove per infine raggiungerci. Solo perdendoci nell’altro, accogliendolo, includendolo possiamo ritrovare noi stessi.

Stefania Maggiulli Alfieri – Storica dell’Arte

22 Agosto 2019

Il dipinto “Sublimatio” di Tiziana Giammetta richiama l’essenzialità delle pitture giapponesi, c’è la dovuta sintesi formale a guidare il pensiero, anche i piani cromatici favoriscono l’immaginario legato alla sublimazione e al raggiungimento del sublime. Ha reso qualcosa di formalmente ancestrale, i “grigi” sulle montagne richiamano alla memoria antiche pitture rupestri, avvolte nell’Horror Vacui, tempo-spazio nel quale tutto ebbe origine.

Anna Rita Delucca Storica dell ‘Arte

13 Gennaio 2019

La sua pittura è caratterizzata da una intensa qualità cromatica. L’intensità del sentimento che il soggetto ritratto ci trasmette è data dall’atmosfera cromatica mischiata al segno tenue ma intenso con cui l’artista dà vita all’espressione del viso, creando un’immagine che risulta poetica ed energica nel medesimo istante. Dopo gli studi di pittura all’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona , porta avanti la sua passione per i lavori di grande formato. Artista multidisciplinare si è occupata oltre che di pittura, anche di musica , scrittura e fotografia. Predilige la ritrattistica che realizza, sempre, con uno spiccato interesse all’espressione del viso. La creazione è istantanea, immediata, dal forte impatto coloristico, e l’intensità dello stato d’animo che il volto ritratto induce nell’osservatore, è proporzionale all’atmosfera cromatica che la pittrice va a creare, unita ad un’intensità del segno che viene sapientemente dosata a seconda dell’esigenza espressiva da conferire al ritratto. In tal modo l’immagine viene ad assumere una connotazione poetica caratterizzata da un’intimità vigorosa, passionale e meditativa… nel medesimo istante. Per lei la Bellezza non è necessariamente piacere estetico ma anzi, è una qualità che unisce e rende partecipi alla fruizione di un’opera d’arte. Non è affatto semplice giungere alla Bellezza ma, secondo l’artista, è un’ aspirazione ideale per la quale certo vale la pena faticare, pazientare e assecondare quella inspiegabile ispirazione a rendere materia fruibile un’idea che, insistentemente, pulsa nella mente creando una sorta d’ansia e agitazione che persiste, indomita, fino al momento della sua realizzazione. Non bisogna, però, omettere di precisare che nell’opera di Tiziana Tirtha Giammetta, appare soltanto quel lato più temperato dello stato d’animo in cui le emozioni, espresse sulla tela dipinta, vengono modulate attraverso una moderazione dell’intensità emotiva. Questo accade perché le più forti emozioni rimangono ancorate nei meandri più profondi dell’anima.Il suo stile pittorico è stato apprezzato, nel tempo, da vasti strati di pubblico e critica, in Italia e all’estero. permettendole così di ottenere premi e riconoscimenti, oltre a numerose esposizioni pubbliche e private.

Valeria Noli – Scrittrice

26 Settembre 2016


Ho conosciuto Tiziana molti anni fa; mi aveva subito colpito un suo grande quadro, con un volto blu. Il tratto e la scelta di un colore così vibrante infondevano nel ritratto la tipica vitalità che appartiene all’arte quando ‘sente’ la realtà. Le opere di Tiziana vivono, più che lasciarsi semplicemente guardare, intrecciando con lo spettatore una danza di profondi riflessi reciproci.

Roberta Filippi – Orler Arte Accessibile

10 Gennaio 2016

È nel colore che sta la forza espressiva dei dipinti di Tiziana Giammetta. Ritratti di gente comune che vive la propria quotidianità. Ritratti monocromatici che attraverso singole e diverse tonalità comunicano emozione. Ritratti che, nella semplicità del soggetto, nell’essenzialità raffinata del tratto, nello sfumato sentimentalismo che trasmettono nascondono un loro simbolismo intimista. Attraverso il ritratto dal titolo “Icio, il sacro pane” l’artista affronta, ad esempio, il tema della religiosità inconsapevole, nascosta nel gesto quotidiano del mangiare un pezzo di pane. Il colore blu con le diverse tonalità digradanti enfatizza il tema introspettivo, creando una luce intimista e privata che, sfiorando alcuni punti della figura, genera un legame tra l’Io, la percezione del reale e ciò che nutre il nostro Essere, che in questo caso è la fede raffigurata simbolicamente nel pane. Il tema della leggerezza dell’essere, invece, intesa nella sua accezione più positiva, viene colto da Tiziana Giammetta nell’opera “Matteo, anemos” attraverso l’immagine di un ragazzo che gioca con le bolle di sapone. La bolla è fatta di aria e simboleggia la fragilità dell’anima; la sua effimera consistenza distorce la visione trasfigurando il volto così come la felicità raggiunta trasfigura il nostro Io liberandoci da opprimenti costrizioni. Il colore magenta chiaro con sfumature di rosa-viola, rimanda all’infanzia, a quel periodo di libertà e spensieratezza in cui ognuno di noi esplora la realtà che lo circonda con curiosità e fantasia. Questo quadro vuole essere un invito a cogliere la bellezza delle piccole cose, a ritrovare la libertà di essere. Anche la tenerezza è un tema spesso ricorrente nei dipinti di Tiziana Giammetta. Nel doppio ritratto dal titolo “Il Bacio” è il rapporto padre-figlio a trasmettere tenerezza. I colori sono caldi e terreni, richiamano simbolicamente la natura generatrice di vita; l’abbandono spontaneo e sincero del padre al bacio del bambino infonde amore e un senso di fiducia reciproca. La freddezza delle ombre blu-viola diventa qui solo un contorno, che dà all’immagine maggiore incisività, evidenziando il calore affettivo che colora l’attimo sospeso nel tempo. Giochi di luce e sfumature cromatiche traducono in immagine il viaggio autobiografico dell’artista, svelano il cammino delle sue emozioni, dei suoi sentimenti, del suo Essere.

Gabriele Bevilacqua – critico d’Arte

15 Luglio 2015


Originaria di Riva del Garda è Tiziana Tirtha Giammetta. Il suo è un tratto pulito, deciso, la sua monocromia a volte volutamente fredda (quasi un rimando a certa pittura nordica o di strada), mediata però con la sensibilità mediterranea. Il volto maschile ritratto in una delle sue opere (Stefano) è di rara efficacia e sorpresa.

Anna Soricaro – Fondazione De Nittis

20 Maggio 2014

Tiziana ‘Tirtha’ Giammetta si avvale di una figurazione maestosa per impressionare senza via d’uscita: grandi formati dai volti giganti monocromi dagli sguardi sognanti. Grandiosità sorprendenti davanti alle quali stare in silenzio diviene l’unica alternativa per godere di quel colore ben disteso e di quei dettagli ben curati. Non si può né si deve dire molto di tale arte poiché la tecnica è ben visibile anche agli occhi inesperti, la maestrìa si palesa in ogni particolare.
L’artista opera attraverso una ricerca imponente e maestosa del colore da cui emergono, leggeri e leggiadri, quei volti dagli sguardi solari ed intensi in cui perdersi a guardare e comprendere. La figurazione si schianta negli sguardi giganti di Tiziana Tirtha Giammetta che inchiodano l’osservatore con il giganteggiare dei loro protagonisti.
Tiziana Tirtha Giammetta si cimenta in volti grandi dai toni intensi in cui spesso emerge il blu, in un contrasto visivo di grande impatto ed eccezionale grandiosità poichè la magia di quell’arte sta nei contrasti, nelle opposizioni, tra i monocromi del fondo e il tratto che individua i volti: con soli due colori tutto si compie. La cura del dettaglio è mirabile, dagli orecchini femminili alle unghie, ma gli sguardi sono i reali attori di scena, solo loro riescono a dire della magia di una mano creatrice così profondamente arguta ed amante dell’arte, così scintillante come quegli occhi da poter essere annoverata tra grandi artisti contemporanei.

Graziano Riccadonna – Giornale L’Adige

31 Maggio 2013


Si conclude oggi la mostra al Transito, in via Segantini, della pittrice Tiziana Giammetta “Tirtha”. L’ospite delle Arti Visive è una pittrice dall’intensità evocativa nei ritratti, specie di gigantografie espressive di diversi stati d’animo. «L’Opera di Tiziana Giammetta – dichiara la critica Giulia Galassi -sembra suggerire la sensazione palpabile di poter toccare le vibrazioni di colore che ciascun essere umano emette, perché è il colore di ciascuno, con il suo univoco significato, che sale direttamente dall’anima e permea di sé ciò che gli occhi percepiscono, passando attraverso di essi direttamente nello spirito di chi guarda»

Giulia Galassi – Art Tribune

31 Maggio 2013

Nel momento in cui incontriamo una persona, nell’istante in cui la guardiamo per la prima volta ma anche quando godiamo della presenza di qualcuno che è nella nostra vita da un tempo più lungo, forse ciò che ne percepiamo, in maniera quasi inconsapevole, non sono solo lineamenti, espressioni, parole. L’opera di Tiziana Giammetta sembra suggerirci la sensazione palpabile di poter toccare le vibrazioni di colore che ciascun essere umano emette, perché è il colore di ciascuno, con il suo univoco significato, che sale direttamente dall’anima e permea di sé ciò che gli occhi percepiscono, passando attraverso di essi direttamente nello spirito di chi guarda.
Nei ritratti di Tiziana Giammetta i toni del colore vengono a dare consistenza e spessore ad espressioni e visi riprodotti con indubbia fedeltà (basti l’autoritratto) che rimarrebbero, però, indizi di un’impeccabile abilità ritrattistica priva di un’essenza e di un’unicità più profonde, senza questa ricerca a renderli unici ed originali. L’anima dei volti rappresentati è tutta compresa nella scelta di tonalità cromatiche che, nell’armonia reciproca, talvolta anche nella loro reciproca giustapposizione, restituiscono non solo immagini pure, bensì individui, persone, di cui la pittrice ha già percepito e sentito un “oltre”. A chi li osserva giunge un senso di intimità e di confidenza razionalmente inspiegabile ma emotivamente reale, perché qualcosa, del loro privato, già ci è stato rivelato attraverso una via di immediatezza che soltanto passa, dallo sguardo.
Tiziana Giammetta non ricerca la perfezione grafica formale, la pulizia forzata del segno, non ha timore di mostrare, senza correggerla, l’immediatezza a volte accidentale di una pennellata spontanea e materica per renderla conforme ad un ideale grafico che potrebbe non vibrare più, sfrondato di ogni aspetto idealmente imperfetto. La forza dei soggetti sta tutta qui: nel comunicarci qualcosa di indicibile. L’essenza di una persona.
Tiziana Giammetta rende, grazie al colore, l’unicità dell’individuo. Quell’unicità che è fatta dell’immediata sensazione resa dall’armonia dei colori vivi e che in un attimo, come accade in poesia nelle poche espressioni del bravo cantore, rende palpabile e vera una realtà che potremmo non incontrare mai ma in quello stesso istante in cui viene percepita ci diventa nota per la maestria con la quale è stata descritta.

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