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Arte e realtà ai tempi dell’AI generativa
Dalla provocazione di Magritte con Ceci n'est pas une pipe alle sintografie dell'AI generativa, il confine tra realtà e raffigurazione è sempre stato terreno fertile per l'arte. L'intelligenza artificiale offre oggi possibilità creative pressoché infinite — capaci di generare immagini di ciò che non esiste — eppure il suo uso più diffuso resta la semplice emulazione del reale. Una riflessione sull'occasione sprecata di chi, avendo tra le mani uno strumento che i Surrealisti avrebbero sognato, sceglie l'ordinario invece dello straordinario.
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Artificiale ci piace o non ci piace?
Quando si critica l'intelligenza artificiale perché "artificiale", si dimentica una cosa fondamentale: l'arte è artificiale per definizione. Lo sono i pennelli, le tele, i colori, la fotografia, il cinema, e lo è la frittata. Partendo dal significato letterale della parola, questa riflessione smonta il pregiudizio verso l'AI come strumento creativo, ricordando che ogni epoca ha avuto i suoi nuovi strumenti e che rifiutare la contemporaneità non è una scelta neutrale. Per un'artista curiosa, la domanda non è "artificiale sì o no?" ma "come usarlo con consapevolezza?
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Arte tradizionale e Arte generativa con Intelligenza Artificiale
Come ogni grande innovazione tecnologica, l'intelligenza artificiale ha scatenato reazioni di paura e rifiuto nel mondo dell'arte. Ma la storia insegna altro: dalla fotografia al computer, ogni nuovo strumento ha ampliato il linguaggio artistico invece di soffocarlo. Scopri come è possibile usare l'AI generativa per produrre opere autenticamente proprie, allenando un modello sul proprio stile pittorico.







