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Il significato della mia “divoratrice di anime” nel progetto editoriale “666 racconti del terrore”
Scopri "La divoratrice di anime", l'illustrazione a fusaggine e carboncino creata per la raccolta 666 racconti del terrore di Delos Edizioni (2026): un ritratto intenso del succubo tratto dalla mitologia, tra bellezza inquietante e lacrime di sangue. Il libro raccoglie 666 racconti brevi da 666 caratteri, disponibile su Delos Store, Hoepli, Feltrinelli e Amazon.
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I tagli di Fontana e le scorciatoie mentali
"Lo farei anch'io in 30 secondi" — quante volte si sente dire davanti a un'opera concettuale? Il caso dei tagli di Lucio Fontana è emblematico: un gesto apparentemente semplice che racchiude decenni di ricerca, rottura e pensiero artistico. L'oggetto d'arte non vale per ciò che è fisicamente, ma per ciò che contiene: un frammento di vita e visione dell'artista. Attraverso la psicologia cognitiva di Daniel Kahneman , e la distinzione tra pensiero veloce e pensiero lento, una riflessione su perché l'arte difficile da capire ci disturba, e perché vale la pena non cercare scorciatoie.
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Arte e realtà ai tempi dell’AI generativa
Dalla provocazione di Magritte con Ceci n'est pas une pipe alle sintografie dell'AI generativa, il confine tra realtà e raffigurazione è sempre stato terreno fertile per l'arte. L'intelligenza artificiale offre oggi possibilità creative pressoché infinite — capaci di generare immagini di ciò che non esiste — eppure il suo uso più diffuso resta la semplice emulazione del reale. Una riflessione sull'occasione sprecata di chi, avendo tra le mani uno strumento che i Surrealisti avrebbero sognato, sceglie l'ordinario invece dello straordinario.
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A cosa serve l’arte?
Il Flauto Magico di Mozart, la Pietà di Michelangelo, il Bacio di Klimt, l'Infinito di Leopardi — nessuna di queste opere soddisfa un bisogno primario. Eppure senza di esse la nostra vita non sarebbe la stessa. Partendo da una critica ricevuta sui social, questa riflessione affronta una delle domande più antiche sull'arte: a cosa serve? La risposta, sorprendente quanto onesta, è che l'arte non serve — e proprio in questa inutilità risiede il suo valore più alto. Come la filosofia, come il gioco nei bambini, l'arte è una forma di ricerca libera da scopo, tipicamente e orgogliosamente umana.
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Arte, riproduzione o fecondità?
Rileggendo Gadamer e la sua idea che l'opera d'arte sia innanzitutto un incontro di verità, nasce una domanda: cosa distingue l'arte che riproduce dall'arte che feconda? Non la perfezione tecnica, non lo stile riconoscibile, ma la capacità di un'opera di infilarsi nel sistema di significati dello spettatore, trasformarlo e continuare a generare senso nel tempo. Dal Guernica di Picasso alle tele di Rothko, l'arte davvero viva è quella che porta semi fecondi nel futuro. e che ancora germina nell'arte che viene dopo.
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Tu chiamale se vuoi emozioni… arte-fatte.
Può una macchina mettere emozioni in ciò che crea? E, soprattutto, l'arte deve per forza emozionare? Partendo dall'uso creativo dell'AI generativa, questa riflessione affronta uno dei luoghi comuni più diffusi sul web artistico: l'idea che l'arte valga solo se "emoziona". Con Alfonso Berardinelli si smonta il mito: la ricerca compulsiva di emozioni forti nell'arte è in realtà il segnale di un ottundimento della sensibilità, non della sua acuirsi. L'arte è comunicazione e riflessione, non una droga sintetica per sentimenti che abbiamo smesso di vivere in prima persona.
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Artificiale ci piace o non ci piace?
Quando si critica l'intelligenza artificiale perché "artificiale", si dimentica una cosa fondamentale: l'arte è artificiale per definizione. Lo sono i pennelli, le tele, i colori, la fotografia, il cinema, e lo è la frittata. Partendo dal significato letterale della parola, questa riflessione smonta il pregiudizio verso l'AI come strumento creativo, ricordando che ogni epoca ha avuto i suoi nuovi strumenti e che rifiutare la contemporaneità non è una scelta neutrale. Per un'artista curiosa, la domanda non è "artificiale sì o no?" ma "come usarlo con consapevolezza?
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Alla Ricerca dei Segreti del Cervello Creativo
Cosa accade nel cervello quando creiamo? La creatività non è magia — è una straordinaria orchestra neuronale in cui corteccia prefrontale, ippocampo e sistema limbico lavorano in sincronia. Le neuroscienze rivelano che gli stati creativi condividono molto con la mindfulness: onde alfa attive, concentrazione non forzata, rilassamento consapevole. Un viaggio accessibile dentro il cervello creativo, per capire come nutrirlo, allenarlo e lasciarlo esprimere liberamente.
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Arte e indipendenza
Dipingere per ricevere approvazione rischia di consegnare ad altri il controllo sulla propria ricerca artistica. Attraverso le storie di Van Gogh e Munch, una riflessione su come ritrovare il piacere puro del fare arte, liberi dal bisogno di riconoscimento esterno.
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Chi lo dice sa di esserlo, Pictionary ed altri racconti
C'è chi sostiene che "artista" sia un titolo che solo gli altri possono conferire. Ma questa logica, applicata a qualsiasi altra professione, rivela subito la sua fragilità. Un'analisi ironica e lucida su chi detiene davvero il potere di definire l'identità artistica, e perché questa domanda riguarda molto più dell'arte.















